Neo-Tokyo
Futuro Prossimo
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–E questa cos’è?– Minako abbozzò un ghigno entrando nella grande sala –Una rimpatriata tra ex-compagne del liceo?
–Ciao Mina– Makoto la salutò in tono neutro –Felice Incontro, dopo tanto tempo…
–Felice Incontro, sorella…– Minako le rivolse d`istinto il saluto tradizionale delle streghe prima di avere il tempo di mordersi la lingua.
–Non riesco a credere di essermi lasciata di nuovo coinvolgere da questa banda di svitate!– brontolò Rei.
Questa volta la cyber-guerriera abbozzò un sorriso.
–Certe cose non cambiano mai!– esclamò.
–Oppure si?– aggiunse osservando con interesse l`uomo seduto accanto alla sacerdotessa.
–È ancora vivo!– strillò, come se la cosa la stupisse.
–Perché non dovrebbe esserlo?– Rei protestò.
–Ti sta accarezzando la coscia…– Minako indicò col dito la gamba dell`altra.
Visibilmente in imbarazzo, l`uomo fece per ritrarre la mano, ma Rei lo trattenne.
–No, Yuichiro, va bene così…– poi rivolse alla cyber-guerriera uno sguardo di fuoco.
–E tu… fatti gli affari tuoi! Sei la solita sfacciata!
A ridosso del grande tavolo circolare era seduta Ami, con la sua solita espressione seria, e accanto a lei un uomo dai lineamenti europei che Minako intuì essere il compagno di cui le aveva parlato.
C`era anche Mamoru, che le rivolse un saluto caloroso, e una ragazza con un tailleur verde scuro, che sembrava non avere la minima idea del perchè si trovasse lì.
–Ciao Setsuna…– Minako la salutò.
–Ci conosciamo?– Setsuna sussultò come morsa da una vipera –Sono qui su richiesta della Neo-Imperatrice… ma non capisco, perché proprio io? E perché qui tutti sembrano conoscermi?
–Cosa ne sai di fisica cronodinamica?– domandò la cyber-guerriera a bruciapelo.
–Sono solo una studentessa– Setsuna arrossì –non ci capisco molto di fisica avanzata… se non sbaglio, la cronodinamica si occupa della possibilità di viaggi nel tempo. Ma è solo teoria, giusto?
Mina scosse la testa.
–Tutte le persone che vedi qui ti hanno già incontrata… ma tu devi ancora incontrarle. L`imperatrice sta per affidarti un`importante missione, per questo ti ha voluto qui…
–A me!?– ribatté Setsuna a bocca aperta –Che missione?
–Devi tornare nel passato, e rintracciare la figlia dell’imperatrice che non è ancora nata…–Rispose Minako –sempre che le linee temporali coincidano.
–Credo che così possa bastare, Minako– intimò dolcemente Mamoru –Non è il caso di confondere la nostra ospite più di quanto già non sia, non ti sembra?
–Infatti!– sibilò Rei –Perché devi sempre arrivare nei momenti meno opportuni, creare imbarazzo ovunque vai e mettere ogni cosa in subbuglio?
–È quello che l`amore fa, se non sbaglio…– rispose Usagi comparendo nella sala senza preavviso. Kaido e Setsuna la salutarono con un inchino.
–Vostra Maestà…– mormorò Sir Robert Anderson con un cenno.
Rei invece le lanciò uno sguardo tagliente, che la Neo-Imperatrice parò con un sorriso beffardo e poche parole.
–Mi fa piacere vedere che sei sempre la stessa, Rei…
Minako sogghignò.
Usagi si sedette con un movimento languido accanto a Mamoru, concesse ai presenti qualche minuto per mettersi a proprio agio, e solo allora parlò.
–Tutti voi conoscete il motivo per cui vi ho convocato qui (tranne te, Setsuna… Poi ti spiego tutto con più calma).
Essere trattata dall`imperatrice con tanta familiarità, confuse la povera Setsuna ancora di più.
–Innanzi tutto, vorrei ringraziare tutti quelli che sono qui per aver risposto alla mia chiamata– Usagi continuò –sebbene sia arrivata con così poco preavviso e, per alcuni di voi, fosse del tutto inattesa.
Prima di iniziare a discutere l’ordine del giorno, vorrei dare il benvenuto a quelli che si sono seduti a questo tavolo per la prima volta… la signorina Setsuna Meiou…
–Uh… salve…– mormorò Setsuna.
–La mia vecchia amica Minako Aino, che molti di voi già conoscono. Minako ha già fatto parte di una mia congrega in passato, e le ho chiesto di unirsi nuovamente a noi– Minako fece un cenno con la testa ed emise un suono inarticolato.
–Lei non ha ancora dato una risposta– l’imperatrice sospirò.
–E infine– riprese –ma non meno importante, il nostro terzo nuovo membro… Amy?
La donna dai capelli blu premette un tasto sul bracciolo della sua poltrona e una parete si aprì, rivelando quella che sembrava una ragazza in uniforme scolastica.
Appena la vide, Minako ebbe un sussulto.
–Erimi!– esclamò scattando in piedi –Sei tu! Sei viva!– le corse incontro, le si accovacciò davanti e l’abbracciò.
Dopo un attimo tuttavia, si irrigidì e strinse i pugni.
–Un corpo artificiale...– mormorò.
La cyber-guerriera si voltò di scatto contro Amy e Usagi, fissandole in cagnesco.
–Che cosa le avete fatto?– sibilò.
–Le abbiamo salvato la vita!– protestò Amy; ma poi, in tono di scusa aggiunse –Non c’era un altro modo… ti assicuro che, se avessi potuto…
–Basta così!– tagliò corto Minako, poi si voltò di nuovo verso la ragazza.
–Eri-chan…– mormorò.
–Non fa niente, Minako-sensei– Erimi la interruppe fissandola dritta negli occhi, cercando di mostrarsi forte di fronte alla persona più simile ad una madre che lei avesse mai conosciuto –io sono contenta. Anche se sono ridotta così, almeno posso rivederti…
Minako le scompigliò i capelli, o quelli che sembravano capelli, ridendo e piangendo assieme.
–Quante volte ti devo ripetere di non chiamarmi sensei?
–La cibernetica fa davvero miracoli, non trovi?– Erimi continuò come se stesse parlando della cena –Non solo questo corpo sembra vero, ma riesco addirittura a sentire quando mi abbracci…
Minako si ricompose.
–Anch’io sono felice di rivederti, Eri-chan. Mi sei… mancata.
Poi guardò di nuovo Amy e Usagi.
–Immagino di dovervi ringraziare…– mormorò tra i denti. E riprese il suo posto.
Usagi concesse un attimo di pausa, poi riprese a parlare come se nulla fosse successo. –Vi presento Cyborg Moon, la guerriera Sailor dell’ultima generazione…– sospirò di nuovo
–e purtroppo, anche un esempio delle misure disperate che i tempi disperati in cui viviamo ci costringono ad adottare.
Sebbene sulla sua faccia fosse impressa una smorfia di collera, dentro di sé, e con proprio disappunto, Minako provava una dolceamara sensazione a cui non era in grado di dare un nome.
Quando Erimi si sedette sulla sedia vuota accanto a lei, si lasciò persino scappare un sorriso, triste e sardonico assieme.
–Tutti voi, non voglio mentirvi– continuava intanto Usagi –ci aspettano tempi ancora più duri. Sarà necessario combattere, e le probabilità non sono a nostro favore…
–Sai che novità!– esclamò Minako, interrompendo nuovamente l’Imperatrice.
–Bentornata, Minako-chan!– Usagi la guardò con affetto –È bello riaverti tra noi!
–Vi ringrazio, Maestà– Minako fece un inchino, capendo finalmente che cos’era la misteriosa sensazione che aveva provato da quando si era seduta a quel tavolo –È bello essere a casa!
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