RACCONTI

TSUKI NO HIME DENSETSU (episodio 9)

EPISODIO 8
EPISODIO 10

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Neo-Tokyo

Futuro Prossimo

–Ecco quello che mi avevi chiesto– gracchiò la voce alterata dal sintetizzatore.
Il piccolo essere deforme allungò il suo braccio artificiale verso V.
Ogni movimento che faceva produceva una serie di ronzii meccanici.
Tutte le volte che lo incontrava, V non riusciva a fare a meno di chiedersi quanto di umano ci fosse rimasto in mezzo a tutta quella ferraglia.
La donna rigirò l`oggetto tra le mani per qualche minuto, poi afferrò la piccola figura dietro al bancone e la sollevò di peso, scaraventandola in mezzo ad un mucchio di componenti elettronici accatastati contro una parete.
–Hey tu, schifoso nanerottolo cibernetico! Stai cercando di fregarmi?
Gli arti meccanici frustavano l`aria a vuoto, come le zampette di un enorme scarafaggio di metallo.
Finalmente riuscì a rimettersi in piedi, e a barcollare di nuovo verso V con la sua bizzarra andatura oscillante.
–Ma scusa– piagnucolò –che avrei potuto fare di più, in così poco tempo? Lo sai che questo genere di componenti sono difficili da trovare… e poi costano…
–Non ti bastano tutti i soldi che ti ho dato?– ribatté la donna.
–Beh, se non puoi permetterti di pagare di più– gracchiò il piccoletto –ci sono altri modi in cui puoi saldarmi il debito…
E con queste parole, infilò la mano che gli era rimasta tra le cosce di V.
La donna gli sferrò un calcio che lo fece rotolare di nuovo a gambe all`aria.
–Non pensavo che ti fosse rimasto abbastanza lì in mezzo da riuscire a farci qualcosa!– sputò.
Si voltò verso la porta, ma prima di andarsene lanciò uno sguardo di fuoco al piccoletto.
–Ascoltami bene, specie di elettrodomestico mal riuscito… hai quarantotto ore per procurarmi un componente SDF che valga qualcosa, oppure me ne procurerò uno strappandolo da te!
V uscì dal laboratorio sbattendo la porta, e si tuffò di nuovo nel caotico insieme delle strade di Neo-Tokyo, con le sue insegne al neon, il rumore onnipresente delle sirene e l`odore di idrocarburi e ozono che si mescolava con quello del ramen istantaneo.
I piani bassi dei grattacieli erano perennemente avvolti dalla nebbia, a causa dell`umidità che restava intrappolata al livello della strada come sottoprodotto degli impianti di ricalibraggio.
V si avvicinò ad uno sportello bancomat ed inserì la carta nella fessura.
Sul pannello comparve una scritta lampeggiante rossa, che diceva ‘CREDITO NON VALIDO’.
La donna sogghignò.
Tirò fuori dal suo impermeabile qualcosa di simile ad una pinza di plastica attaccata ad un cavetto e la applicò alla carta. Mise una mano in tasca senza farsi vedere, e la scritta divenne ‘CREDITO VALIDO’ in verde.
Prelevò i soldi e si allontanò.
Entrò in un minimarket dove un`insegna luminosa diceva ‘24h OPEN’, alternando scritte in giapponese, russo, inglese, spagnolo e cinese.
Non prese molto, solo qualche confezione di cibo precotto, acqua minerale, aranciata e una tavoletta di cioccolato, l`unico vizio che si concedeva.
E un rotolo di carta igienica.
Quando si avvicinò alla cassa per pagare, vide entrare alcuni uomini con indosso delle tute nere, e dei visori elettronici sugli occhi.
Uno di loro sparò alla cassiera, una grassoccia immigrata filippina, uccidendola sul colpo.
V si nascose dietro allo scaffale della verdura.
Gli uomini intanto si erano divisi, ed avevano iniziato a perlustrare il posto.
Cercando di sgattaiolare via, V si trovò proprio davanti a uno di loro.
Il sicario le puntò la pistola contro, ma lei lo colpì per prima.
Gli altri le furono addosso.
–Ma tu guarda!– esclamò mentre ne uccideva un paio –Ho manomesso UN bancomat, e ho preso giusto i soldi che mi servivano per fare la spesa… e già mandano una Squadra della Morte a cercarmi?
Un`automobile sfondò la vetrina del negozio.
La portiera ad ala di gabbiano si aprì con un sibilo pneumatico.
–Vieni con me, se vuoi vivere!– urlò la persona al volante.
V non se lo fece ripetere. Saltò a bordo, ma poi strillò “Aspetta!”.
Scese dalla vettura, evitò una raffica di colpi, uccise un altro dei sicari, poi risalì.
–VAI!
La portiera si richiuse e la vettura volò via, al di sopra della nebbia.
–Avevo dimenticato la spesa…– sospirò V.
Guardò fuori dal finestrino e vide la città sotto di loro.
–Bel giocattolo!– commentò con un fischio –Un`auto volante!
–È un prototipo– rispose la sua soccorritrice, una donna dai capelli blu –Ne esistono una decina in Giappone, e circa venti in tutto il mondo.
–Per chi lavori?– domandò V con diffidenza.
–Per il Governo– rispose l`altra.
–Non esiste più il Governo!
–Stiamo cercando di rimetterlo in piedi– replicò l`altra, asciutta.
–Ah, davvero?– V rise –Beh, tanti auguri! Senti, ti sono grata per avermi salvato e tutto il resto, ma adesso riporta giù questa cosa e lasciami andare per i fatti miei!
–È questo il modo di salutare una vecchia amica, Minako?
V ebbe un sussulto.
–Ami? Sei tu?

Terre Selvagge

12000 anni fa

Qwanda misurava a passi nervosi la caverna. Ogni tanto si avvicinava all`ingresso e guardava fuori.
–Dovrebbero essere già tornate– mormorò –sono preoccupata!
Vaelle stava cercando di riaccendere il fuoco.
–Staranno perdendo tempo da qualche parte!– esclamò.
La guaritrice lanciò un`occhiata di rimprovero alla donna dell`est.
–Non dovresti essere così scostante, considerato quello che la principessa ha fatto per te!
–Se è il mio destino servire la Principessa della Luna, devo accettarlo– sibilò Vaelle –ma non deve per forza piacermi!
–Fa come vuoi!– esclamò la guaritrice raccogliendo un mantello e una bisaccia.
–Dove stai andando?– domandò Vaelle.
–Secondo te, dove? A cercarle!
–Non riuscirai ad arrivare oltre le colline e tornare prima che faccia buio!– fece Vaelle tra i denti –Inoltre, potrebbe scoppiare una bufera di neve da un momento all`altro!
Per tutta risposta, la guaritrice rivolse una serie di insulti alla donna dell`est, tra cui l`unica parola atlantidea che conosceva.
–Vai allora!– sbottò Vaelle –Puoi pure scendere agli Inferi, per quello che m`importa!
–Ci vediamo là!– ribatté la guaritrice.
Poi afferrò una lancia e s`incamminò verso le colline.

Le Amazzoni si strinsero in cerchio attorno a Serenity e Keria.
La principessa portò la mano al suo coltello, ma la sua compagna la bloccò.
Ci superano di quattro a uno– sussurrò –non ci conviene combattere!
Che altro suggerisci?– rispose Serenity tra i denti.
Keria storse la bocca.
Come guerriera, non vorrei dirlo… ma…
La Principessa le rivolse uno sguardo d`incoraggiamento.
…Dobbiamo scappare!– l`atlantidea si conficcò le unghie nei palmi.
La principessa adocchiò le Amazzoni armate davanti a loro, e poi la mandria dietro di loro.
Non abbiamo vie di fuga– si accigliò–a meno di gettarci tra i cavalli!
Ci vorrebbe un diversivo…– rifletté l`atlantidea.
Serenity si voltò di scatto, afferrò la lancia dell`amazzone dagli occhi verdi, che era ancora conficcata nel terreno, e la scagliò in mezzo alla mandria.
Spaventati, i cavalli s`imbizzarrirono, e presero a correre in tutte le direzioni, con un assordante rumore di zoccoli.
–MA PER TUTTI GL`INFERNI, CHE T’È SALTATO IN MENTE?– strillò Keria al di sopra del frastuono.
–L`HAI DETTO TU CHE TI SERVIVA UN DIVERSIVO!– rispose la Principessa.
–LA PROSSIMA VOLTA CHE VUOI CREARE UN DIVERSIVO, BUTTATI SULLE LANCE!
Uno dei cavalli puntò dritto su Keria.
L`atlantidea si rese conto che non ce l`avrebbe fatta ad evitarlo, quindi si aggrappò al suo collo e, con qualche manovra, riuscì a salirci sopra.
L`animale prese ad impennarsi e a scalciare per disarcionarla, ma la donna gli si avvinghiò con tutte le sue forze.
“Non ho mai lottato contro un simile avversario” pensò “ma sono atlantidea, e non sarò sconfitta!”.
–MI SENTI, BESTIA?– urlò –NON TI LASCIO ANDARE! DOVRAI UCCIDERMI!
–KERIA!– strillò Serenity –NON DARGLI SUGGERIMENTI!
Le zampe anteriori del cavallo avrebbero colpito l`amazzone dagli occhi verdi, se la principessa Serenity non l`avesse spinta via.
–Tutto bene?– sospirò un po’ scossa. L`amazzone rispose qualcosa, che lei interpretò come un ringraziamento.
Non riuscendo a disarcionarla, il cavallo corse via con l`atlantidea in groppa.
–KERIA!– Serenity tentò di correre dietro all`amica, ma il cavallo era troppo veloce.

Tokyo

Oggi

“Dove ho già visto quella ragazza?” rimuginò Minako.
–Allora, fatemi capire– disse Mamoru –Tu sei Sailor Moon…
–Esatto!– rispose Usagi.
–Tu sei… Sailor Venus…
–A-ha– fece Minako, ancora inseguendo i suoi pensieri.
–E tu sei… Sailor Mercury?
Ami annuì.
–E cercate il Cristallo d`Argento…
–Come te!– esclamò Usagi.
–Se cerchiamo la stessa cosa– Mamoru le lanciò uno sguardo acuminato –può darsi che siamo in concorrenza!
–Perché cerchi il Cristallo d`Argento?– domandò Usagi.
Mamoru sospirò.
–Ecco io… non so… non l`ho mai detto a nessuno, ma credo… forse posso fidarmi di te. Ti prego di non ridere…
–Prometto!– Usagi alzò una mano.
–Vedi io…– iniziò Mamoru –sono sempre stato ossessionato da certi sogni ricorrenti. Nei miei sogni sono un principe, e dove c’è un principe, c’è anche una principessa. La mia principessa si chiama…
–Serenity!– lo interruppe Usagi.
Mamoru scattò in piedi.
–Conosci il suo nome? Sai chi è?
Più di una persona sollevò gli occhi dal proprio menù o dal proprio gelato, per vedere cosa stesse succedendo.
–Forse…– azzardò Usagi –è meglio cambiare aria…
–Sì…– annuì Mamoru –credo anch`io…
Mamoru inforcò la sua moto, una Harley Davidson ‘Night Train’ completamente nera, ad eccezione di una rosa rossa dipinta sul carburatore.
–Tieniti stretta a me!– le disse.
La mano di Usagi indugiò su Mamoru solo per una frazione di secondo più del necessario.
Mina ed Ami li guardarono allontanarsi.
–Bene– sospirò la ragazza dai capelli blu –sembra che siamo rimaste solo tu e io… di nuovo…!
–Già…– rispose Minako distratta. Poi, a un tratto, schioccò le dita.
–Mi ricordo!
–Come?– si stupì Ami.
–So dove ho visto quella ragazza!– esclamò Minako afferrando il polso di Ami –Vieni con me!

Mamoru portò Usagi nel suo appartamento.
–Bel posticino– commentò la ragazza –mi piace il tuo stile!
–Scusa il disordine…– si schermì lui –non sono abituato ad avere ospiti… uh, Posso offrirti qualcosa?
–Beh, non dovrei– ridacchiò Usagi –ma… vado pazza per la cioccolata!
Mamoru andò in cucina, e tornò dopo qualche minuto con due tazze fumanti di cioccolata. Trovò Usagi che passava in rassegna i suoi CD.
–Hai buon gusto anche in fatto di musica!– esclamò –Uh… non ti spiace se do un`occhiata?
–Figurati…– rispose Mamoru –davvero ti piacciono? Credevo fossi la solita ragazzina che stravede per Gacht…
–Naa…– Usagi storse la bocca –lo so, devo essere l`unica ragazza in tutto il Giappone a cui non piace Gacht, ma preferisco Yoko Kanno… e anche Kimiko Itoh non è male…
–Ah, gusti raffinati!– commentò Mamoru –Ti piace il Jazz, quindi?
–E il Metal!
–A vederti non si direbbe…– mormorò lui squadrandola.
–Sono piena di sorprese!– sorrise, appoggiandosi languidamente alla finestra.
–Ma dimmi…– Mamoru divenne serio –Cosa sai di Serenity?
–Serenity…– Usagi esitò, quasi avesse paura di scoprirsi –…sono io…
–C-cosa?
–O meglio, sono la sua reincarnazione…
Per un attimo sembrò che Mamoru stesse per svenire. La donna che cercava da un`eternità, finalmente era di fronte a lui.
L`attirò a sé e la baciò, quasi temendo che scomparisse tra le sue braccia.

Neo-Tokyo

Futuro Prossimo

–Sei proprio Ami?– balbettò Minako incredula –Ami Mizuno?
–Adesso mi chiamo Amy Anderson– rispose la donna dai capelli blu –ho sposato un inglese…
–Come hai fatto a trovarmi?– domandò Minako.
–Non passi certo inosservata– esclamò Amy –specie dopo il numero che hai fatto su quella banda di teppisti a Musashino!
–Ma come fai a dire che sono stata io?– V tentò di obiettare.
–Solo tu potevi usare delle lame da lancio a forma di cuore!– Amy grugnì d`impazienza.
–Che vuoi che ti dica…– V mise le mani dietro la testa –sono un tipo romantico!
Amy sospirò di rassegnazione.
–Chi ti dava la caccia?– domandò.
–Il nome Kumei Harada ti dice niente?
–Lo conosciamo– annuì Amy –È un pesce piccolo, che offre i suoi servigi al miglior offerente…
–Beh, deve aver trovato un buon ingaggio– espresse V –se aveva dei Tetsusenshi Mark IX!
–Hai detto Mark IX?– imprecò Amy –Non è roba che si trovi dappertutto! Dovremo aggiornare la sua scheda…
–Sì, beh, non è tutto!– continuò V –Due o tre giorni fa gli ho fatto una visita, ma il figlio di puttana è riuscito a sfuggirmi. Così ne ho approfittato per dare un`occhiata al suo covo…
–E…?
–I suoi Tetsusenshi erano prodotti dalla TomoeCorp!– sussurrò V, quasi impaurita dalle sue stesse parole.
Per poco Amy non perse il controllo dell`auto.
–M-ma… è impossibile!– balbettò –Abbiamo liquidato la TomoeCorp anni fa!
Sarà meglio che atterri da qualche parte…– mormorò V.
Amy fece scendere la macchina sul tetto di un grattacielo.
Le due donne smontarono con passo irrequieto.
Sei sicura che fosse proprio la TomoeCorp?– bisbigliò Amy.
V annuì.
–Dannazione!– la donna dai capelli blu diede un calcio all`aria.
–Forse Hotaru ne sa qualcosa?– azzardò V.
–Hotaru è scomparsa– Amy scosse la testa –Assieme a Haruka e Michiru. Per questo la Neo-Imperatrice mi ha mandato a cercare te!
–La Neo-Imperatrice?– scattò V –Esiste davvero? Non è una favola?
–Esiste– confermò Amy –e ha espressamente richiesto di parlare con te.
V sogghignò.
–Cosa può volere la Neo-Imperatrice da me?
–Chiedilo a Usagi– ribatté Amy.
–Che cosa c`entra Usagi?– V l`aggredì –Sono anni che non la vedo!
–È lei la Neo-Imperatrice– rispose la donna dai capelli blu, calma.
Minako si sentì mancare.
Usagi… la Neo-Imperatrice?
–Ora si fa chiamare Neo-Queen Serenity– spiegò Amy –ma tu più di tutti, non dovresti essere sorpresa!
Non lo sono…– mormorò la cyber-guerriera con gli occhi rivolti a terra –ho sperato… ho pregato fino all`ultimo che non fosse vero…
–Perché?– domandò Amy.
Ho il terrore di quello che può succedere…– Minako tremò, portando la mano alle cicatrici che aveva sulla gola.
–Mina, il destino è nelle nostre mani– l`amica la rassicurò –nel bene e nel male. Non vuoi almeno ascoltare la proposta di Usagi?
–Ci devo pensare!– tagliò corto Minako –Intanto, già che ci sei, potresti darmi uno strappo fino a casa?
–Uh, certo…– rispose la donna dai capelli blu –dove?
–Vecchia Tokyo.
–Vecchia Tokyo?– ripeté Amy incredula.
–Alcuni di noi, non possono permettersi la macchina volante!– Minako rispose con stizza.

Amy volò fino alla Vecchia Tokyo, poi scese a livello della strada, tra gli edifici mezzi crollati, le tubature marce, il fumo che saliva dai vicoli e le carcasse delle auto abbandonate ai margini della strada.
–Tu… tu vivi qui?
–Già…– sospirò Minako –Benvenuta nella Fogna. O come si dice adesso, nella Scattumiera! Fermati qui! Sono arrivata.
Mina scese dalla macchina. Amy aprì la portiera e, con calma, la raggiunse.
–Se volessi, potrei costringerti– le disse –potrei mandare una squadra di poliziotti a prelevarti…
–Sono sicura che potresti mandarli– replicò V sarcastica –non sono sicura di come potrei rimandarli indietro io!
–Allora potremmo sistemare la faccenda tra noi…– Amy strinse i pugni –adesso!
–Te lo sconsiglio, Amica!– minacciò V –Sono più forte di quanto ricordi!
Amy alzò le spalle.
–Anch`io.
Un`onda di luce spedì la donna dai capelli blu indietro di qualche metro, ma lei rimase in piedi. Il suo contrattacco deformò la luce, riflettendola contro V, e facendola volare a terra.
–Basta così, Mina!– esclamò Amy –Non voglio combattere contro di te… come amica ti devo molto…
La donna dai capelli blu si avvicinò di qualche passo.
–…quindi, lascerò che sia tu a decidere. Vuoi venire con me… o preferisci restare nella ‘Scattumiera’?
E le tese la mano.

Tokyo

Oggi

–Ecco, vedi? È qui che l`ho vista!
–Una rivista di musica?– fece Ami stupita.
–Proprio così!– ribatté concitata la ragazza bionda –È Michiru Kayou, la violinista New Age! Ho tutti i suoi dischi! Come ho fatto a non riconoscerla prima?
Ami prese la rivista.
L`articolo la definiva ‘la Loreena McKennith del Giappone’. Diceva anche che aveva tenuto diversi concerti in patria e all`estero, riscuotendo un gran successo a dispetto della giovane età, diciannove anni. Era anche un`ispirata pittrice, e sia la sua musica sia i suoi quadri evocavano un`atmosfera intrisa di mistero.
L`articolo era accompagnato da una fotografia.
Non c`era dubbio che fosse proprio Michiru Kayou.
Ami posò la rivista.
–Ho sentito parlare di musicisti pedinati dai fan– chiosò –ma non mi pare che ci siano mai stati dei fan pedinati dai musicisti! 
–Ha detto che ‘il mare è in tempesta’– rifletté Minako –ma che significa?
–Non lo so– rispose Ami –la cosa che trovo più strana è che ci ha chiamate ‘guerriere’!
–All`ospedale, mentre deliravi– ricordò Mina –hai detto ‘noi cinque resteremo sempre unite’. Hai parlato anche di ‘cinque guerriere’…
–Non so cosa significhi…– Ami scosse la testa –non ero in me!
–Forse c’è un altro modo per scoprirlo…
Mina corse alla sua scrivania, aprì un cassetto e tirò fuori qualcosa, avvolto in uno scialle di seta.
Sgombrò la scrivania e vi stese sopra lo scialle.
Da sotto il letto tirò fuori delle candele.
Socchiuse le tende e ne accese una.
Quindi riprese l`oggetto che aveva tirato fuori per primo, una scatola, e ne vuotò il contenuto sulla scrivania.
–Che… che cosa sono?– Balbettò Ami.
–Tarocchi– rispose la ragazza bionda –Mescola!
La ragazza dai capelli blu obbedì, sebbene fosse perplessa.
–Adesso taglia il mazzo con la mano sinistra.
–V-va bene…– balbettò Ami.
Mina prese gli Arcani Maggiori dalla mano dell`amica, e iniziò a disporli sulla seta, con un`aria assorta.
–Uh… cosa dicono?– domandò Ami.
–Il Mago, l`Imperatrice, la Torre e la Ruota sembrano volersi riunire tutte attorno a questa carta– indicò Minako –La Sacerdotessa… in disparte abbiamo l`Impiccato… e sopra all`Impiccato, la Luna rovesciata.
–Sì ma… che significa?– mormorò la ragazza dai capelli blu.
–Non ne ho la minima idea! Maledizione!
Frustrata, la ragazza bionda colpì con un pugno la scrivania.

Fine Nono Episodio

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