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–Ecco quello che mi avevi chiesto– gracchiò la voce alterata dal sintetizzatore. |
Le Amazzoni si strinsero in cerchio attorno a Serenity e Keria.
La principessa portò la mano al suo coltello, ma la sua compagna la bloccò.
–Ci superano di quattro a uno– sussurrò –non ci conviene combattere!
–Che altro suggerisci?– rispose Serenity tra i denti.
Keria storse la bocca.
–Come guerriera, non vorrei dirlo… ma…
La Principessa le rivolse uno sguardo d`incoraggiamento.
–…Dobbiamo scappare!– l`atlantidea si conficcò le unghie nei palmi.
La principessa adocchiò le Amazzoni armate davanti a loro, e poi la mandria dietro di loro.
–Non abbiamo vie di fuga– si accigliò–a meno di gettarci tra i cavalli!
–Ci vorrebbe un diversivo…– rifletté l`atlantidea.
Serenity si voltò di scatto, afferrò la lancia dell`amazzone dagli occhi verdi, che era ancora conficcata nel terreno, e la scagliò in mezzo alla mandria.
Spaventati, i cavalli s`imbizzarrirono, e presero a correre in tutte le direzioni, con un assordante rumore di zoccoli.
–MA PER TUTTI GL`INFERNI, CHE T’È SALTATO IN MENTE?– strillò Keria al di sopra del frastuono.
–L`HAI DETTO TU CHE TI SERVIVA UN DIVERSIVO!– rispose la Principessa.
–LA PROSSIMA VOLTA CHE VUOI CREARE UN DIVERSIVO, BUTTATI SULLE LANCE!
Uno dei cavalli puntò dritto su Keria.
L`atlantidea si rese conto che non ce l`avrebbe fatta ad evitarlo, quindi si aggrappò al suo collo e, con qualche manovra, riuscì a salirci sopra.
L`animale prese ad impennarsi e a scalciare per disarcionarla, ma la donna gli si avvinghiò con tutte le sue forze.
“Non ho mai lottato contro un simile avversario” pensò “ma sono atlantidea, e non sarò sconfitta!”.
–MI SENTI, BESTIA?– urlò –NON TI LASCIO ANDARE! DOVRAI UCCIDERMI!
–KERIA!– strillò Serenity –NON DARGLI SUGGERIMENTI!
Le zampe anteriori del cavallo avrebbero colpito l`amazzone dagli occhi verdi, se la principessa Serenity non l`avesse spinta via.
–Tutto bene?– sospirò un po’ scossa. L`amazzone rispose qualcosa, che lei interpretò come un ringraziamento.
Non riuscendo a disarcionarla, il cavallo corse via con l`atlantidea in groppa.
–KERIA!– Serenity tentò di correre dietro all`amica, ma il cavallo era troppo veloce.
Mamoru portò Usagi nel suo appartamento.
–Bel posticino– commentò la ragazza –mi piace il tuo stile!
–Scusa il disordine…– si schermì lui –non sono abituato ad avere ospiti… uh, Posso offrirti qualcosa?
–Beh, non dovrei– ridacchiò Usagi –ma… vado pazza per la cioccolata!
Mamoru andò in cucina, e tornò dopo qualche minuto con due tazze fumanti di cioccolata. Trovò Usagi che passava in rassegna i suoi CD.
–Hai buon gusto anche in fatto di musica!– esclamò –Uh… non ti spiace se do un`occhiata?
–Figurati…– rispose Mamoru –davvero ti piacciono? Credevo fossi la solita ragazzina che stravede per Gacht…
–Naa…– Usagi storse la bocca –lo so, devo essere l`unica ragazza in tutto il Giappone a cui non piace Gacht, ma preferisco Yoko Kanno… e anche Kimiko Itoh non è male…
–Ah, gusti raffinati!– commentò Mamoru –Ti piace il Jazz, quindi?
–E il Metal!
–A vederti non si direbbe…– mormorò lui squadrandola.
–Sono piena di sorprese!– sorrise, appoggiandosi languidamente alla finestra.
–Ma dimmi…– Mamoru divenne serio –Cosa sai di Serenity?
–Serenity…– Usagi esitò, quasi avesse paura di scoprirsi –…sono io…
–C-cosa?
–O meglio, sono la sua reincarnazione…
Per un attimo sembrò che Mamoru stesse per svenire. La donna che cercava da un`eternità, finalmente era di fronte a lui.
L`attirò a sé e la baciò, quasi temendo che scomparisse tra le sue braccia.
–Sei proprio Ami?– balbettò Minako incredula –Ami Mizuno? Amy volò fino alla Vecchia Tokyo, poi scese a livello della strada, tra gli edifici mezzi crollati, le tubature marce, il fumo che saliva dai vicoli e le carcasse delle auto abbandonate ai margini della strada. |
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