DUCA D'INSUBRIA

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"Fammi questa grazia, fanciulla, di tenere il mio scudo in custodia fino al mio ritorno"
"Una grazia per me" ella rispose "due volte in un giorno. Sarò la vostra scudiera!"
Lord Alfred Tennyson, "Lancillotto ed Elaine"

La sera del 14 luglio 1789, poco prima di andare a dormire, Luigi XVI fece sul suo diario la seguente annotazione: "Niente".
Poco dopo fu svegliato dal duca di Liancourt, appena arrivato da Parigi con notizie importanti.
Sentite le notizie che il duca gli portava, il re esclamò, piu seccato che preoccupato, "Ma questa è una rivolta!"
"No" lo corresse il duca di Liancourt "questa è la Rivoluzione".
I libri di storia oggi riportano quella data come l'inizio dell'Era Contemporanea, e in effetti da quel punto in poi sono iniziate diverse tendenze che sarebbero state comuni nei due secoli successivi:

  1. Per la prima volta, diventava di moda in Europa qualcosa che veniva dall'America, con anni di ritardo (La Rivoluzione Americana era avvenuta nel 1776).
  2. Chi era al governo non si era accorto di nulla fino a quando non è stato troppo tardi, ma anche allora non aveva capito cosa stava succedendo.
  3. Di conseguenza ha semplicemente ignorato il fatto e ha finto che non ci fosse.
  4. Quando finalmente lo ha capito, non ha saputo trovare una soluzione migliore della repressione armata, in nome di un astratto concetto di legittimità che ha avuto come unico risultato di peggiorare le cose.
  5. Incapace di affrontare il problema, si è chiuso in una nostalgica venerazione del passato, interrotta dagli occasionali e fallimentari tentativi di restaurazione.

Durante il periodo che va dalla Rivoluzione Francese alla Prima Guerra Mondiale, la vecchia aristocrazia europea, che risaliva al medioevo (e che si riduceva grosso modo a due o tre principali famiglie, gli Asburgo, i Borbone e i Romanoff) è stata di fatto spazzata via. Alle rivoluzioni "borghesi" del diciannovesimo secolo sono seguite le rivoluzioni "proletarie" del ventesimo, che si sono svolte più o meno secondo lo stesso schema. Tra il 1930 e il 1980, i movimenti sociali, sia di estrema Destra che di estrema Sinistra, hanno progressivamente indebolito anche le grandi famiglie della borghesia industriale (Ford, Agnelli, Onassis) fino ad annullare, o almeno drasticamente ridurre, la loro influenza effettiva.
Poi però è successo qualcosa che Marx non aveva previsto: la fine del cosiddetto "Proletariato".
La Classe Operaia è stata definitivamente sepolta sotto le rovine dell'Unione Sovietica.
Sembrava la fine della storia; invece, di storia ne è stata ancora scritta parecchia, e non sembra avere intenzione di fermarsi.

Per evitare confusione tuttavia, è meglio partire dall'inizio...

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